Cristatus / Cristata / Cristatum (Pag. 1): crestato, provvisto di cresta

Cristatus / a / um: aggettivo latino = crestato, provvisto di cresta.

 

 

In genere in Micologia è epiteto specifico atto ad indicare una qualche struttura (cappello, umbone, squame, ecc.) che, essendo rialzata dal resto, può ricordare una cresta. Per esempio:   Clavulina cristata  (Holmskjold : Fr.) Schröter [=   Clavulina coralloides  (L.) J. Schröt.; attualmente nome prioritario];   Lepiota cristata  (Bolt. : Fr.) Kummer;   Albatrellus cristatus  (Schaeff. : Fr.) Kotlaba & Pouzar =  Laeticutis cristata  (Schaeff. : Fr.) Audet  che, attualmente, è nome prioritario;   Corollospora cristata  (Kohlm.) Kohlm.;    Gyalideopsis cristata  (Nyl.) Lücking, Sérus. & Vèzda;    Hydnellum cristatum  (Bres.) Stalpers;   Ctenoderma cristatum  (Speg.) Syd. & P. Syd.;   Artomyces cristatus  (Kauffman) Jülich;   Crepidotus cristatus   Senn-Irlet & Immerzeel;    Gymnomyces cristatus   T. Lebel; ecc.

 

 

 

In particolare  Clavulina cristata  (Holmk. : Fr.) Schröt.  è considerata specie tipo del Genere Clavulina.

 

 

 

Per ulteriori immagini vedere alla successiva Pag. 2.

 

 

 

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Lepiota cristata (Bolt. : Fr.) Kummer; Lepiota di piccola taglia (al massimo sui 4 cm di diametro pileico), facilmente confondibile con altre congeneri simili. Dal punto di vista macroscopico possono aiutare nel riconoscimento: il colore biancastro di fondo del cappello; le squamette ocra-rossastre-brune irregolarmente concentriche e sempre più rade andando verso il margine, mentre l’umbone (sempre presente) è liscio e di colore uniforme come quello delle squamette; il gambo  fragile, più o meno slanciato, bianco, finemente fibrilloso e sericeo, con toni rosati-brunastri verso la base; l’anellino  membranaceo ma fugace, a forma di imbuto nei giovani esemplari, poi afflosciato e aderente al gambo a maturità; la carne piuttosto esigua dall’odore tipico, forte e acidulo che può paragonarsi a quello della gomma più o meno bruciata, del copertone surriscaldato delle ruote, del gambo strofinato del carciofo, o simili (o all’odore di Scleroderma).


Dal TUTTO FUNGHI  Pag. 202, Scheda n° 94: “Specie velenosa, pericolosa, altamente tossica, genera intossicazioni di grave entità con interessamento epatico. È stata ipotizzata la presenza di amatossine; sono in corso studi più approfonditi per confermarne la presenza. Se ingerita da bambini, anziani o persone debilitate può avere conseguenze gravissime.

Cresce dalla fine dell’estate a tutto l’autunno nei prati, giardini, parchi, margini dei sentieri, nelle radure erbose dei boschi, prediligendo posizioni umide e poco soleggiate.

Questa tipologia di habitat rappresenta un serio pericolo per i raccoglitori inesperti: molti infatti sono i ricoveri dovuti alla confusione con i  Prataioli  e soprattutto con  Marasmius oreades  ("Gambe secche").

Il suo particolare odore è considerato un riferimento per descrivere quello di altri funghi:  odore come di  Lepiota cristata.”

 

 

 

Lepiota cristata; foto di Alessandro Francolini

 

 

 

 

 

 

Lepiota cristata; gambo rettilineo, anello presto lacerato e caduco, odore tipico. Foto e commento di Pietro Curti

 

 

 

 

 

 

Clavulina cristata  (Holmskjold : Fr.) Schröter =  Clavulina coralloides (L.) J. Schröt.; dal tipico colore bianco candido (tranne nelle sue forme parassitate); cresce in tutti i tipi di bosco e si distingue agevolmente per le dimensioni minute e per l'aspetto palmato-dentellato delle punte apicali dei rami. Nelle forme parassitate (talvolta è attaccata dal parassita   Helminthosphaeria clavariarum) assume colorazioni da grigiastre a grigio-violacee: in tal caso risulta difficile distinguerla macroscopicamente da Clavulina cinerea. Altro carattere distintivo tra le due specie è la tipologia di ramificazione: generalmente  acrotonica  (con le ramificazioni che si trovano soprattutto nella parte alta dello sporoforo, lasciando così intravedere uno stipite ben delimitato) in  Clavulina cinerea, basitonica  (con le ramificazioni che iniziano a svilupparsi già partire dalla parte inferiore dello sporoforo, con uno stipite quindi non ben delimitato) in  Clavulina cristata

Le due Clavulina sopra citate si distinguono inoltre da Clavulina rugosa che ha scarse ramificazioni di colore grigiastro o grigio-crema con possibili leggere sfumature violacee e, soprattutto, con superfici nettamente rugose.

Foto e commento di Pietro Curti


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lepiota cristata; foto di Massimo Biraghi

 

 

 

 

 

 

 

 

Lepiota cristata; foto di Alessandro Francolini

 

 

 

 

 

 

 

 

Profilo con umbone in   Lepiota cristata; foto di Alessandro Francolini

 

 

 

 

 

 

 

 

Lepiota cristata; foto di Pietro Curti

 

 

 

 

 

 

 

 

Clavulina cristata = Clavulina coralloides foto di Gianluigi Boerio

 

 

 

 

 

 

 

 

Squame che decorano il cappello in   Lepiota cristata; foto di Alessandro Francolini

 

 

 

 

 

 

Squame che decorano il cappello in    Lepiota cristata; foto di Alessandro Francolini

 

 

  

 


 

Albatrellus cristatus  (Schaeff. : Fr.) Kotlaba & Pouzar = Laeticutis cristata  (Schaeff. : Fr.) Audet  che, attualmente, è nome prioritario; di solito si presenta gregario e con più esemplari cespitosi similmente ad alcune specie di Albatrellus  (Genere in cui era precedentemente inserito, prima della sua collocazione nel Genere Laeticutis). Si fa riconoscere dai suoi simili per il cappello un po’ scaglioso-areolato, dai colori brunastri con evidenti sfumature verdi-olivacee e per l’imenoforo dal bianco al giallo-verdastro fino al verde a maturità; caratteristica è la colorazione rosata che la superficie poroide assume dopo l’essiccazione. Il gambo è corto e tozzo, feltrato e ricoperto in gran parte dai tubuli  decorrenti. È una specie terricola, autunnale, non molto comune, dei boschi di latifoglie o misti.

Può essere confuso con i più comuni  Albatrellus confluens  e  Albatrellus ovinus  che hanno cappello privo delle tonalità verdognole (tutt’al più si può presentare giallastro il cappello di Albatrellus ovinus)


  


Albatrellus cristatus = Laeticutis cristata; foto di Felice Di Palma

 

 

 

 

 

 

 

 

Albatrellus cristatus = Laeticutis cristata; foto di Tomaso Lezzi

 

 

 

 

 

 

 

 

Particolare dell'imenoforo  di   Albatrellus cristatus = Laeticutis cristata; foto di Tomaso Lezzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pori  di   Albatrellus cristatus = Laeticutis cristata; foto di Mauro Cittadini

 

 

 

 

 

 

 

 

Albatrellus cristatus = Laeticutis cristata; foto di Pietro Curti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Albatrellus cristatus = Laeticutis cristata; di solito si presenta gregario e con più esemplari cespitosi similmente alle specie del genere Albatrellus. Si fa riconoscere dai funghi del genere Albatrellus (Genere in cui era inquadrato in passato) per il cappello un po’ scaglioso-areolato, dai colori brunastri con evidenti sfumature verdi-olivacee e per l’imenoforo dal bianco al giallo-verdastro fino al verde a maturità; caratteristica è la colorazione rosata che la superficie poroide assume dopo l’essiccazione. Il gambo è corto e tozzo, feltrato e ricoperto in gran parte dai tubuli decorrenti. È una specie terricola, autunnale, non molto comune, dei boschi di latifoglie o misti. Può essere confuso con i più comuni  Albatrellus confluens   e  Albatrellus ovinus  che hanno cappello privo delle tonalità verdognole (tutt’al più si può presentare giallastro il cappello di  Albatrellus ovinus).

Foto di Alessandro Francolini

 

 

 

 

 

 

 

 

Lepiota cristata; foto di Alessandro Francolini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Albarellus cristatus = Laeticutis cristata; foto di Rodolfo Covino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Albatrellus cristatus = Laeticutis cristata; foto di Rodolfo Covino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Clavulina cristata = Clavulina coralloides; foto di Maria Ligure

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anellino fugace, ma ancora presente in questo esemplare di   Lepiota cristata; foto di Alessandro Francolini

 

 

 

 

 

 

Clavulina cristata = Clavulina coralloides; foto di Franco Sotgiu



 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lepiota cristata; foto di Roberto Cagnoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Termine Enciclopedia Illustrata curato e redatto per AMINT da Alessandro Francolini.